Un mondo sempre più radicale.

Articolo pubblicato su “La Voce della Vita” Ed. Giugno 2016

Un’ideologia un tempo antisistema, oggi sistematica.

Con la morte del suo leader storico Marco Pannella, scopriamo solo che l’ideologia radicale si è tramutata da mostro etico e scandalo a cultura dominante e senso comune. Aborto, eutanasia, manipolazione genetica: battaglie che un tempo suonavano come cause perse e maledette, ora fanno parte di un sistematico programma politico che da anni si attua nel mondo occidentale in nome della libertà più scontata, su uno sfondo culturale in crisi e sul quale però si fa affidamento in nome di un progresso sempre più ambiguo.

“battaglie che un tempo suonavano come cause perse e maledette, ora fanno parte di un sistematico programma politico”

Gli anni settanta vedono l’intensificarsi dell’impegno radicale per la liberalizzazione dell’aborto. Nel febbraio del 1971, nasce il Movimento per la Liberazione della Donna, che sosteneva la legalizzazione dell’ivg; nel 1973 vede la luce il CISA (Centro d’Informazione sulla Sterilizzazione e sull’Aborto) famoso per aver praticato aborti clandestini in una clinica di Firenze, attività che portò agli arresti la fondatrice Adele Faccio, il medico Giorgio Conciani, l’allora segretario del Partito Radicale Gianfranco Spadaccia e l’ex Ministro degli Esteri Emma Bonino.

La storia avrebbe poi normalizzato la battaglia radicale, rendendo il partito di Pannella solo uno dei tanti coadiuvatori del relativismo galoppante della nostra epoca.  Libera dalle stigmate sociali, questa ideologia un tempo percepita come distruttiva, oggi costituisce il substrato ideologico di grandi partiti politici, che legiferano contro la persona sotto varie forme.

Se il marxismo ebbe la pretesa di colettivizzare la felicità, l’ideologia radicale esaltò la volontà individuale, sostenuta dal principio del “fai ciò che vuoi, purchè non faccia danno ad altri”, principio abusato ed equivocato.

Non a caso il filosofo Augusto Del Noce ipotizzava la fine del comunismo seguita dal sorgere di un “partito radicale di massa”, che continuasse le istanze materialiste del marxismo rinunciando però all’orizzonte idealistico della rivoluzione. E quel “partito radicale di massa” oggi è un partito che non si presenta alle elezioni, ma vive nell’universo delle coscienze, sempre più livellate, e si concretizza di volta in volta in leggi, atteggiamenti, opinione pubblica. Pensieri diffusi, comodi, mai sbagliati, che si adagiano bene nella società edonistica, nella quale non devono più essere celati.

E quel “partito radicale di massa” oggi è un partito che non si presenta alle elezioni, ma vive nell’universo delle coscienze […]”

Mattia Patriarca

 

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